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I dolci siciliani accendono sempre emozioni forti. A volte dividono. A volte uniscono. E nel nuovo film di Pif succede proprio questo: la pasticceria diventa un linguaggio del cuore, tra ironia, fede e piccoli battibecchi di gusto.
Un film che profuma di Sicilia
«Che Dio perdona a tutti» arriva nelle sale italiane il 2 aprile 2026. Il film è diretto, scritto e interpretato da Pierfrancesco Diliberto, conosciuto come Pif. È tratto dall’omonimo romanzo pubblicato da Feltrinelli e racconta una Sicilia contemporanea, piena di colori, odori e sapori.
Il protagonista è Arturo, un agente immobiliare di trentacinque anni, scapolo convinto e innamorato dei dolci più che delle persone. Il suo destino cambia quando incontra Flora, interpretata da Giusy Buscemi, figlia del proprietario della sua pasticceria preferita.
Dolci che parlano d’amore
Nella storia, la pasticceria non è solo sfondo. È un vero simbolo di desiderio e trasformazione. Tra pasta di mandorla, glassa reale, agrumi canditi e favolosi sciù ripieni di ricotta di pecora, il cibo diventa un modo per conoscersi e corteggiarsi.
Proprio uno sciù segna il primo incontro tra i due protagonisti. E da lì Arturo prova persino a cambiare vita e avvicinarsi alla fede, pur di conquistare Flora.
I “Sweet Talks”: quando Pif e Buscemi discutono di pasticceria
Il 7 marzo i due attori hanno pubblicato su Instagram un reel intitolato «Sweet Talks (Sicilia Edition)». Seduti a un tavolo, sollevano tre cloche piene di dolci tipici. Ogni dolce porta una domanda.
Il primo incontro: lo sciù
La prima cloche nasconde uno sciù. La domanda è: cosa succede quando un amore nasce in pasticceria? Buscemi risponde sorridendo che può portare in posti particolari. Pif aggiunge una battuta: magari dentro una vetrina.
La fede e il cannolo
La seconda cloche rivela il cannolo. Qui si parla di fede. «La pasticceria siciliana può diventare una fede?» legge Buscemi. Pif risponde che non sa se Dio esista, ma sa che il cannolo sì. Lei ribatte che pensa che Dio esista proprio perché esistono i dolci.
Cambiare per amore (con cassatina annessa)
La terza cloche contiene una cassatina. La domanda riguarda quanto si possa cambiare per amore. Buscemi dice che spesso si cambia per compiacere, ma che non è giusto. Pif concorda. Poi, per chiudere la scena, addenta la cassatina come fosse una risposta definitiva.
I cinque dolci top secondo Pif e Buscemi
In un altro reel del 22 marzo, i due attori provano a stilare una classifica dei migliori dolci siciliani. È una sfida fatta di gusti, ricordi e piccole provocazioni.
- Biancomangiare: per Pif finisce in fondo. Lo definisce una «cosa leggera».
- Granita e brioscia col tuppo: per Buscemi meritano il primo posto, soprattutto quando la brioscia è calda e la granita fredda. Pif invece propone il terzo gradino.
- Cassata: Pif la chiama «la regina». Buscemi la mette quarta perché la trova troppo dolce. Lui insiste che è proprio quella la sua bellezza.
- Cannolo: conquista il secondo posto. Pif lo considera un vero “brand”, anche se difende la cassata con forza.
- Sciù: per Pif è il numero uno assoluto. Dice che non è come il cannolo fritto, che gli «uccide la ricotta». Lo sciù, invece, la esalta.
Dove nasce il disaccordo: la ricotta nel cannolo
La battuta di Pif è diventata virale: «Il cannolo mi uccide la ricotta». Una frase che ha fatto sorridere i fan ma che rivela un gusto ben preciso. Lui predilige la ricotta morbida e zuccherata degli sciù. Per lui è più pura, più delicata. Il cannolo, fritto e croccante, secondo Pif la copre troppo.
Buscemi non è d’accordo. Per lei ogni dolce ha un carattere e il cannolo rimane un’icona. È un confronto tenero, leggero, che mostra come i dessert possano creare discussioni accese ma sempre affettuose.
Perché la pasticceria siciliana divide (e conquista)
I dolci siciliani nascono da tradizioni antiche e da contrasti forti. Dolcezza intensa, aromi agrumati, mandorla, fritture, ricotta di pecora. Non lasciano mai indifferenti. E forse è per questo che entrano così facilmente nelle storie d’amore.
Nel film di Pif diventano una metafora semplice ma potente: per conoscere davvero qualcuno, a volte basta condividere un vassoio di dolci.











